Rifare l'Impianto Elettrico a Roma: Perché serve la Certificazione
Molti appartamenti a Roma (specialmente anni ‘60 e ‘70) hanno ancora l’impianto elettrico originale: fili rigidi, niente messa a terra e prese non schermate.
Ristrutturare casa è il momento obbligatorio per mettere tutto in sicurezza.
Cosa significa “A Norma”?
Un impianto a regola d’arte deve rispettare la normativa CEI 64-8 e il D.M. 37/08. Non basta che “si accenda la luce”. Serve:
- Messa a Terra: Il filo giallo-verde che scarica le dispersioni, fondamentale per evitare scosse.
- Salvavita (Differenziale): Il dispositivo che stacca la corrente in millisecondi se rileva un contatto accidentale.
- Divisione delle Linee: Non più un unico interruttore per tutto. Oggi dividiamo: Luce, Prese, Cucina, Condizionatori. Se salta il forno, non resti al buio in salone.
La Dichiarazione di Conformità (DiCo)
Alla fine dei lavori, l’installatore (noi) DEVE rilasciare la “DiCo”. Questo documento è la carta d’identità dell’impianto.
- È obbligatoria per ottenere l’Agibilità.
- È richiesta dai notai in fase di compravendita.
- È fondamentale per le assicurazioni sulla casa (in caso di incendio da corto circuito, senza certificato non pagano).
Quanto costa?
Rifare un impianto completo per un appartamento di 90mq a Roma costa mediamente tra i 3.500€ e i 5.000€, a seconda del numero di punti luce e se è necessario rompere i muri (tracce) o se si possono sfilare i vecchi cavi.
È l’investimento più importante per la sicurezza della tua famiglia.
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